Incensi, erbe e resine profumate, quanto ne sai?


TAG: incenso, resine, a cosa serve l’incenso? sai cosa stai bruciando? purificazione ambientale, rituale divinatorio, attivazione psichica attraverso gli incensi, incenso e sue funzioni, storia dell’incenso, da dove viene l’incenso?

L’usanza di bruciare sostanze aromatiche derivate dalle piante si perde nella notte dei tempi, parliamo di migliaia di anni prima di Cristo: da dove proviene questa ritualità? quali funzioni aveva?

 

 

Parlando di incenso immediatamente oggi ci giunge alla mente l’immagine di un tempio buddhista oppure di un ashram, oppure la memoria olfattiva ci porta al tipico rituale praticato nelle nostre chiese durante una messa solenne dove rappresenta un omaggio a Dio (vi ricordo anche i famosi “oro, incenso e mirra” dei tre re Magi in omaggio alla nascita di Gesu’).

La parola incenso nella nostra lingua deriva dal latino incensum, bruciare, quindi ha preso il nome dalla pratica del fumigare, del bruciare resine (colate dai tagli praticati alle cortecce delle piante), impasti di spezie di vario genere, parti di piante essiccate, oli essenziali vegetali. Il perfumum, il profumo, vapore, fumo buono che si espande ha la stessa origine nel suo significato.

In realtà l’uso delle piante in rituali magici, di guarigione, religiosi, è trasversale a tutte le culture del mondo: Sumeri, Assiri, Babilonesi, Greci, Romani, Egizi, Indiani, popolazioni del Nord, Indiani d’America, Maya, Aztechi, nell’antica medicina cinese con la moxa stessa e nei rituali del culto degli antenati, in Giappone con il Koh-do (la via del profumo) …
Ricordiamo anche le antiche pratiche sciamaniche, di stregoneria, la Wicca e chi più ne ha più ne metta!

Vi racconto una curiosità tutta italiana, giusto per uscire dallo schema classico: anche gli Etruschi utilizzavano gli incensi e le resine, gli scavi ci parlano di reperti e di resti risalenti al settimo secolo avanti Cristo!
L’incenso, bruciato nel thymiaterion non solo veniva utilizzato per accompagnare i defunti ma veniva utilizzato per agevolare le pratiche divinatorie – la libanomantica (da olibano) – attraverso l’osservazione del moto del fumo acceso per onorare gli dei, inoltre accompagnava le pratiche di sacrificio. Essenze profumate venivano bruciate in offerta alle divinità presenti negli ambienti dove si viveva, si cercava così protezione e intercessione.

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Resina di mirra

La fumigazione di resine, polveri, incensi ed essenze ha da sempre avuto un collegamento diretto con gli Astri e le potenze Celesti che si rifanno direttamente al collegamento tra le piante di origine e le “segnature” di ciascuna pianta, cioè l’impronta divina che ogni vegetale possiede, quella che ci fa riconoscere il suo carattere, la sua connessione planetaria e la sua peculiarità curativa.
Ogni pianta ha un potenziale evocativo psichico particolare, secondo le antiche credenze, poichè ogni categoria vegetale ha una sua personalità caratteristica. Tutto questo è giunto in occidente in epoca medievale ma ha origine ben più antica ed è riconducibile alla tradizione ebraica.
L’incenso da sempre, in particolare, è stato utilizzato nei rituali per la sua capacità di allontanare le negatività, purificare gli ambienti ed attrarre il favore degli dei. “Così in alto come in basso”, il Divino stesso ci ha fornito attraverso il mondo vegetale la grande opportunità di dialogare con lui.

Le piante sono vive e sono come noi, hanno un potenziale di manifestazione incredibile, utilizziamole con rispetto e saggezza, cerchiamo di conoscere la loro vera natura: può portarci grande soddisfazione!

Immaginate che le resine e gli incensi, sono la manifestazione dell’elemento Aria ma in essi si riunisce l’essenza dei cinque elementi: “acqua, aria, terra, fuoco e legno”. Il profumo possiamo assimilarlo all’Etere.

La cerimonia giapponese Koh-Do ci insegna le dieci virtù di questo rituale di fumigazione:

1) Promuove la comunicazione con il trascendente.
2) Purifica la mente e il corpo.
3) Rimuove le energie negative.
4) Rende attivi.
5) E’ una buona compagnia nei momenti di solitudine.
6) Offre momenti di pace nelle situazioni di caos.
7) La sua efficacia non diminuisce anche se praticato spesso.
8) Insegna a godere di quello che si ha, anche se poco.
9) L’età non è un fattore discriminante.
10) Non arreca alcun danno anche se praticato quotidianamente.

Botanicamente parlando, l’incenso nella sua origine, classicamente si rimanda alle piante di Boswellia nelle sue diverse varietà, nota anche come olibanum (liquido lattiginoso, derivazione araba) da cui si trae la famosissima resina da sciogliere e fumigare sul carboncino in un braciere.

Boswellia sacra
Boswellia sacra

La più importante è nota come Boswellia Sacra. Una volta raccolte e cristallizzate, queste resine sono in grado di liberare nell’aria un forte e penetrante profumo al momento della loro combustione. Ha natura “solare”, è propiziatorio di qualsiasi pratica di consacrazione e purificazione e di esaltazione delle potenzialità psichiche dell’operatore.

Altra resina di base estremamente diffusa è quella derivata dal Benzoino, bot. Styrax, con un aroma vanigliato e dolce, pare catalizzi energie di tipo materiale favorendo le attività sotto un profilo economico. Una qualità assai diffusa è lo Storace che pare abbia effetto potenziante di tutti gli altri componenti della miscela che si andrà a bruciare.

Chi poi non conosce la resina di Mirra? resina sacra derivata dagli alberi della specie Commiphora, era utilizzata nelle imbalsamazioni e fu uno dei doni portati dai Re Magi alla nascita di Gesù. I suoi vapori sono fortemente purificanti e portatori di energie positive, utilissima nella meditazione.

Eccezionale come qualità, profumazione ed armonizzazione è il Palo santo eredità Incaica, dell’albero si utilizza direttamente il legno, raccolto con grande rispetto poichè considerato sacro. Qui potete trovare maggiori informazioni.

Accanto al discorso resine, ricordiamoci delle piante sacre come la salvia bianca, utilizzata dai Nativi Americani e adatta per le pulizie ambientali e personali profonde; l’alloro ha un effetto calmante e propiziatorio, la cannella energizzante e stimolante del desiderio…

Per approfondimenti si rimanda ai siti elencati sotto.

I bastoncini che siamo soliti bruciare sono composti di un’anima che normalmente è in bambù cui si arrotola un impasto di polveri di legno profumato, spezie, oli essenziali e resine. E poi ci sono i coni, piccoli o grandi composti di solo di impasto.

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Diffusissimi oggi sono i Nag Champa o Agharbatti, introdotti dagli hippies negli anni ’60, composti di base con legno di sandalo, resina di benzoino, e champa, un impasto che spesso contiene plumeria, incensi armonizzanti del sistema energetico dei chakra.

Ma ATTENZIONE! siamo sicuri di cosa stiamo bruciando e respirando?

Che siano resine da utilizzare con il carboncino nel braciere, che siano bastoncini o conetti nell’apposito bruciaincensi, la domanda che dovremmo sempre porci oggi è: sono naturali? sono materiali di qualità? img_3884poichè molte piante (ad esempio il sandalo) sono state contingentate nell’utilizzo per evitare l’estinzione, e poichè il costo basso delle materie prime attira sempre il produttore di materiali di scarsa qualità, il mercato ha visto nascere le essenze sintetiche.

Stiamo bruciando petrolio? che odore ha il fumo che stiamo diffondendo? la maggior parte degli incensi in circolazione ha una componente più o meno tossica.

Bocciati “gli incensi da 1 euro”, fumo acido, velocità di consumazione eccessiva, alto contenuto di sostanze sintetiche (mela verde, fragola, ciliegia…).

I migliori incensi naturali in bastoncino sono composti da tre parti:

  • il bastoncino, che tradizionalmente è di bamboo essiccato,
  • l’olio essenziale, che ne garantisce la profumazione,
  • la base, costituita da un impasto di polveri di origine vegetale, che ha funzione “coesiva e combustiva”, ovvero che permette che l’incenso bruci sul bastoncino.

Nel migliore dei casi, dunque, la tossicità proviene dalla semplice combustione della base, che comunque costituisce la maggior parte di ciò che abbiamo comprato!

La soluzione migliore è utilizzare prodotti puri, composti direttamente da noi, e in ogni caso utilizzare resine, grani e coni, è sempre preferibile.

Le resine naturali di cui vi ho parlato più sopra, o derivati grezzi da piante aromatiche come il Patchouli o il Palo Santo sono le più sane (quando non tagliate). La loro funzione è quella di allontanare parassiti, batteri e muffe in caso di ferite della pianta. Incensi come questi sono totalmente privi di sostanze tossiche, poiché non richiedono trasformazione alcuna.

La scelta è davvero rilevante se lavoriamo con l’Aromaterapia, ma anche per chi tutti i giorni ama dare un buon profumo alla casa, è bene che possa farlo in serenità senza inalare sostanze pericolose o provocare reazioni allergiche.

In ogni caso è consigliabile areare i locali per favorire non solo la fuoriuscita di sostanze tossiche contenute nei fumi ma anche per l’agevolazione della purificazione energetica dello spazio stesso.

… un’ultima cosa! dall’ottimo sito http://www.spiritoeprofumi.com  vi riporto una miscela appositamente studiata per l’equinozio d’autunno:

Incenso dell’Equinozio d’Autunno:

Pestare tutti gli ingredienti in un mortaio e poi bruciare a pizzichi sul carboncino.

 

A presto!

SaraMaite

(© Max Pier 2016)


Fonti:

Immagini da web appartenenti ai legittimi proprietari

http://www.cure-naturali.it/prodotti-naturali/1942/incensi-naturali/2491/a

https://it.wikipedia.org/wiki/Incenso

https://en.wikipedia.org/wiki/Nag_Champa

http://www.spiritoeprofumi.com/

https://sallysvietnamtrip.files.wordpress.com/

http://incensehx.com/

http://betzabea.iobloggo.com/166/erbeoliiincensi

“Thimiateria etruschi in bronzo: di età tardo classica, alto e medio ellenistica”, Laura Ambrosini, Ed. L’erma di Bretschneider

http://www.ismaell.net/

http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/08/APPENDICE-1.pdf

http://www.etimo.it/?term=incenso

http://www.etimo.it/?term=profumo&find=Cerca

http://ygraayne.blogspot.it/2015/04/koh-do-la-magia-degli-incensi-in.html

https://en.wikipedia.org/wiki/Myrrh

 

 

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