Cosa porti nella relazione di coppia: gioia o dolore?


TAG: cosa porti nella coppia? porti i tuoi bisogni? porti gioia? porti lamento? richiesta continua di attenzioni? ti affido la mia felicità, ti affido il mio dolore, relazione di coppia e indipendenza affettiva, capacità di restare al nostro centro, amare senza dipendere, non vivo senza di te…


cuorecuore

 

Tempo fa una cliente mi scrisse:

“Sai, la vita è strana;

un giorno cerchiamo l’amore, sentiamo il bisogno di essere il centro per qualcuno,

di contare qualcosa

e ci sentiamo soli.

Il giorno dopo troviamo una persona

e diventiamo il suo centro

e a quel punto siamo noi a rinunciarci,

con grande sofferenza per gli altri.”

 

Dove sta il nodo della questione? Quante volte ci troviamo in questa situazione e non capiamo cosa ci sia che non funziona?Sentiamo addosso un peso, una costrizione ma non ci spieghiamo cosa sia.

Situazioni come quelle descritte sono situazioni dove l’amore è offuscato da una sorta di dipendenza, dove noi non siamo in noi perchè viviamo per l’altro. E/o l’altro vive per noi.
Coppie in cui spesso l’apporto è di lamento e dolore, dove l’altro lava nella coppia ogni situazione personale e/o lavorativa… e noi accogliamo e accogliamo e accogliamo …
Relazioni basate sull’aiuto continuo, sull’emergenza, sul travaso emozionale, dove i partner si dimenticano della gioia di stare insieme vivendo e costruendo qualcosa di nuovo e di “altro” rispetto a tutto il resto.

Quanto può essere pesante sentirci costantemente addosso una frase del tipo: “lo faccio solo per te” (NB: altrimenti non lo farei). Quanto può essere pesante per chi ha addosso la nostra aspettativa di aiuto in continuazione?

Non pertiene a questo blog lo scavare tra le origini di questi squilibri relazionali ma un paio di osservazioni possiamo proporle. Il nostro ruolo diventa spesso troppo genitoriale o filiale e nel tempo si perde l’entusiasmo e l’identità di partner e si perde di attrattiva l’uno per l’altro.
Stare in coppia significa sicuramente “anche” aiutarci reciprocamente, ma questo aspetto ha bisogno di un limite.
Se l’obiettivo della mia vita di relazione diventa aiutare l’altro, la coppia tenderà nel tempo al declino.

E chi si innamora di noi in una fase di bisogno di aiuto, quanto potrà continuare ad essere innamorato di noi una volta uscito dallo stato di bisogno?

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Espressioni del tipo:

“Non vivo senza di te… sei la benzina della mia vita…”

tolgono l’aria, sono impregnate di dipendenza, anche se in apparenza potrebbero essere percepite come estremamente affettuose o romantiche.

La dipendenza affettiva è sempre in agguato, stare al nostro centro è fondamentale nella crescita personale e nella crescita di coppia, stare al centro di noi stessi e trovare il centro della coppia, consente di trovare l’equilibrio.
Cosa porto nella coppia? cosa decidiamo insieme di portare nella coppia? Rispettiamo lo spazio vitale del nostro partner? E il nostro partner fa altrettanto con noi?

Hai uno spazio vitale solo tuo? Come ti senti quando te lo ricavi?

Tecnicamente possiamo parlare di “definizione del contesto”, un contesto in cui muoverci che può essere sempre riaggiornato… a volte, poter dire al nostro amato e alla nostra amata: “questo per me è troppo, ho bisogno di spazio”, detto con amore, ci libera e ci rigenera. Riporta entrambi alla realtà.

Prima di mettere un’altra persona al centro del tuo mondo, hai mai capito se al centro del tuo mondo prima di tutto, ci sei mai stata/o tu? a pensarci ti senti in colpa?

di Tomasz Alen Kopera
di Tomasz Alen Kopera

Quello che viene normalmente bollato come egoismo, è una sana forma di amore per noi stessi che è necessario avvenga per viverci e conoscerci fino in fondo prima di “darci” a qualcun altro.

Vi riporto un pezzo di Kahlil Gibran, tratto da “Il Profeta”:

“Che ne pensi del matrimonio, Maestro?”

Ed egli rispose:

“Siete nati insieme, e insieme sarete per sempre.
Voi sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
Sì, sarete insieme persino nella silenziosa memoria di Dio.

Ma lasciate che vi siano spazi nel vostro stare insieme, e lasciate che i venti del cielo danzino tra voi.

Amatevi l’un l’altro ma dell’amore non fatene un vincolo:
lasciate piuttosto che vi sia un mare in movimento tra le sponde delle vostre anime. 

Riempitevi reciprocamente la coppa, ma non bevete da una singola coppa.
Datevi l’un l’altro un po’ del vostro pane ma non mangiate dalla stessa pagnotta.
Cantate e danzate insieme e siate gioiosi, ma fate che ognuno di voi possa star solo
come sole sono le corde del liuto sebbene vibrino della stessa musica.

Datevi il cuore, ma non per trattenervelo l’un l’altro.
Poichè solo la mano della Vita può contenere il vostro cuore.

E reggetevi insieme, senza però stare troppo vicini:
poichè le colonne del tempio sono collocate a una certa distanza, 

e la quercia e il cipresso non crescono l’uno all’ombra dell’altro”.


Grazie

SaraMaite

(© Max Pier 2016)

Immagini del post tratte dal web

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