Risonanza e cuore


TAG: RISONANZA, CAMPO MAGNETICO DEL CUORE, RISONANZA QUANTICA, RISONANZA MORFICA, ENTRARE IN RISONANZA, COMUNICARE A DISTANZA, PERCEPIRE IL MONDO INTORNO A NOI, EMPATIA, CAMPI MORFOGENETICI

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risonanzadaweb

 

Sentiamo sempre più frequentemente parlare di RISONANZA: di cosa si tratta?

Una sorta di comunione, un trasferimento di informazioni, memorie, dati, tra due o più esseri viventi (e non…) aventi una vibrazione simile. Avvicinamento, fusione, allineamento. Unione di informazioni, arricchimento delle stesse a favore dell’intero sistema. Empatia, intuizione, chiara visione.
La risonanza nell’essere umano, passa attraverso la vibrazione più bassa, quella dell’addome, per salire al cuore e volare in risalita verso il cervello, verso pensiero e Conoscenza. 

Cosa conduce sino a noi una persona sino a rendere questo incontro un rapporto di amicizia? cosa accade quando ci innamoriamo, prima ancora dell’incontro a specchio che ci fa riconoscere? cosa ci fa avvicinare prima di conoscerci?
chi o cosa decide queste “coincidenze”?

La risposta più frequente che sentiamo dare è: il cuore.

C’è chi le chiama vibrazioni, c’è chi le chiama risonanza, chi alchimia… sta di fatto che scaturiscono da un incontro che nasce a distanza, una distanza spesso incredibilmente grande.

Può accadere con la persona amata, attraverso anticipazioni di pensiero, a volte sul lavoro con clienti o colleghe/i con cui abbiamo un feeling speciale e ci ritroviamo a percepire ciò che sentono, anche a livello fisico, addirittura accade che emotivamente proviamo le stesse sensazioni, anche dolorose, che provano i nostri cari…
Sono coincidenze?

quantum-mind-power-the-universal-mind-powerPensiamo a come abbiamo incontrato il nostro amato animale domestico, a come le nostre piante possano essere felici o tristi insieme a noi… c’è chi dice che vibriamo all’unisono con la Terra e con il Sole e con l’intero universo.

Wilhelm Reich parlava di pulsazione orgonica in risonanza con la Terra.

Un diapason che vibra, riesce a far vibrare il LA in un altro diapason se è accordato sulla stessa frequenza.

Frequenze attirano altre frequenze sorelle e sempre con un comune denominatore: “simile chiama simile”. Ricordiamolo sempre molto bene, quando ci stupiamo di attrarre “sempre le stesse situazioni”.

I recenti studi di neuroscienze sull’empatia attraverso il monitoraggio con le risonanze delle relative aree cerebrali, dimostrano che anche a distanza due persone emotivamente coinvolte provano sensazioni simili quando una delle due è in sofferenza.

Empatia: cuore o cervello? ha a che fare con la risonanza?
o è solo una questione imitativa come al momento si tende a credere?

Dove si trova la nostra mente e come e di quanto si estende?
E’ nel cuore? nel cervello? nella pancia? è dentro o fuori di noi?
Le nostre cellule sono consapevoli? pensano o risuonano? forse ricordano?

Andiamo a scoprire qualche risposta chiedendo aiuto alla fisica, alla biologia e alla neurocardiologia.
Nessuna velleità di essere esaustiva, solo l’intento di portare l’attenzione su alcune notizie interessanti che potranno far riflettere e spero, dare il via a ricerche personali.

Chiedo quindi, per avere il “LA” sulla questione tecnica, aiuto a due personaggi protagonisti molto discussi in campo scientifico in questi decenni: un eminente fisico di fama internazionale – il prof. Emilio Del Giudice – da poco scomparso, e a Rupert Sheldrake, biologo, padre degli studi sui campi morfogenetici e sulla risonanza morfica.

“Solo una minoranza di fisici ha la percezione reale del campo di applicazione degli studi sulla risonanza ed in generale della fisica quantistica. Gli esperti spesso non colgono, essendo attenti allo specifico, la portata reale di queste scoperte. Più spesso l’importanza della portata della scoperta, viene colta da chi non è del mestiere ed ha la mente più aperta e libera da aspettative e concetti preconfezionati provenienti da anni ed anni di studi. Da un punto di vista tecnico cos’è il paradigma quantistico?

NON ESISTE NESSUN OGGETTO/PERSONA/ESSERE VIVENTE AL MONDO CHE SIA ISOLABILE

Il concetto nasce oltre 110 anni fa, nel 1900, fa in un’epoca in cui nella società si preparavano grandi rivoluzioni.

Cogliamo un punto fondamentale: gli eventi del mondo sono tutti collegati tra di loro, non sono indipendenti tra loro.
Non è casuale che nello stesso periodo, nella società avvengano cambiamenti importanti così come in altri settori. Esiste una risonanza negli esseri umani tali per cui gli occhi si aprono tutti insieme anche su campi differenti.
All’epoca, arte astratta, musica dodecafonica, rivoluzione d’ottobre (politica e società), Freud e Jung nella psicologia”.
(Brano tratto dalla lezione Fisica Quantistica – Il concetto di Risonanza: https://youtu.be/FP0-iLfFFN0)

“Tutti i corpi in natura oscillano in fase tra di loro e interrompono la loro fase di oscillazione quando una forza esterna interviene. L’elemento di forza e l’elemento di risonanza coesistono sempre.
L’elemento di forza (principio di causalità/effetto) richiede lo spazio tempo, mentre

l’elemento di risonanza (relazione di fase) è invece al di fuori dallo spazio tempo e può propagarsi a velocità infinita e può connettere due oggetti distanti tra di loro in qualsiasi tempo e spazio anche a grande distanza. La telepatia è da ritrovarsi in questo ambito(…)”

Sheldrake invece si è chiesto con quale metodo le piante crescono da semplici embrioni contenuti nei semi, fino a diventare gardenie, sequoie o bambù. Oppure in che modo le foglie, i fiori e i frutti assumono le proprie forme caratteristiche. In biologia… cosa trasforma il seme in una pianta mettendo i geni giusti, al posto giusto per arrivare al risultato finale? Cosa muove le cellule dentro di noi perchè i tessuti da indifferenziati si trasformino in differenziati e specifici? ce lo siamo mai chiesti? come mai le cellule si attraggono? cosa le fa muovere?

In definitiva: perchè diventiamo ciò che siamo? qual è il principio che muove la nostra organizzazione interna? e addirittura … perchè ci comportiamo in un certo modo?

Queste domande sono in relazione a ciò che i biologi chiamano “morfogenesi”: la nascita della forma (dal greco morphe = forma + genesis  = genesi).
La risposta più ingenua consiste nel dire che tutto è programmato geneticamente.
In qualche modo ciascuna pianta o animale in fase di sviluppo segue le istruzioni contenute nei propri geni. Il problema di questa teoria è che noi sappiamo in realtà che cosa fanno i geni: codificano e/o controllano la sintesi delle proteine. (…) I geni consentono alle cellule di produrre le proteine giuste nei momenti giusti man mano che l’organismo si sviluppa.
Ma in che modo avere le proteine giuste spiega la forma di un fiore, o la struttura di un topo? Nessuno lo sa. Questo è uno dei principali problemi irrisolti della biologia.

bambini-cristalloLa risposta che Sheldrake propone è l’esistenza di un CAMPO, uno spazio di risonanza, che organizza la vita di TUTTI gli esseri viventi. In questo campo ogni tipo di organismo (dalla matrice cellulare agli esseri viventi in quanto tali) assume una sua identità e forma, ed è stato chiamato campo morfogenetico (nascita della forma).
I campi morfici di tutte le specie viventi hanno una storia e contengono MEMORIE COMUNI implicite specifiche, date dal processo che Sheldrake chiama risonanza morfica; essa si verifica sulla base della SIMILARITA’, indipendentemente dalla distanza che li separa. La risonanza morfica opera attraverso lo spazio e attraverso il tempo, dal passato al presente.

Tramite la risonanza morfica, ciascun membro di una specie riceve ed al contempo contribuisce alla memoria collettiva della specie.
L’intuizione di Sheldrake: la risonanza funziona non soltanto in biologia ma è osservabile nel comportamento degli animali e soprattutto è intrinsecamente presente nei movimenti della psiche umana. 

La telepatia, la percezione a distanza, le interazioni tra esseri umani sono regolate da questa legge di risonanza che ora più che mai ha ragione di essere considerata una realtà scientificamente osservabile e sempre più dimostrabile.

 

Il toroide del cuore
Il toroide del cuore

Gli esseri umani probabilmente, nello spazio, si organizzano in campi mentali e comunicano tra loro grazie all’interazione dei campi elettromagnetici del corpo e non solo attraverso le parole e i gesti:
lo sapevate che abbiamo tre cervelli? (Vengo qui a proporvi una delle teorie più accreditate sulla risonanza attraverso il campo magnetico del cuore).

Il cervello propriamente detto, il cuore e l’intestino.
Tutti e tre dotati di un campo elettromagnetico e di un collegamento interdipendente continuo. Il campo elettromagnetico più grande è il toroide del cuore.

Da alcuni decenni ormai si parla dell’intestino come un cervello, a se stante, un cervello emozionale che influenza addirittura il pensiero razionale dell’essere umano con i suoi disturbi. Nel suo libro “Il secondo cervello”, il dottor M. D. Gershon descrive come nel passato, i suoi colleghi solessero denigrarlo per via dei suoi studi, dicendo: “non sei un vero neurologo, perché tu studi l’intestino, solo noi siamo neurologi perché noi ci occupiamo del cervello”. Hanno dovuto ricredersi e così è nata la neurogastroenterologia.
L’intestino è infatti la seconda area del corpo con la concentrazione più alta di neuroni anche più alta della colonna vertebrale e del sistema nervoso periferico. Il cervello addominale non dipende sempre dal cervello cranico, di fatto può prendere le sue decisioni, elaborare informazioni e controllare il comportamento dell’intestino in via del tutto indipendente.

La via nervosa più importante tra il cervello cranico e il cervello addominale è il nervo vago.
In mezzo c’è il cuore con la sua intelligenza intuitiva.

I medici dott. Armour e dott. Ardell hanno coniato il termine neurocardiologia quando hanno iniziato a studiare il Sistema Nervoso Intrinseco Cardiaco (HINS) e hanno scoperto che ci sono più di 50.000 neuroni e interneuroni che creano circuiti neurologici complessi, sufficientemente sofisticati per qualificarlo come un “cervello”. L’insieme dei suoi circuiti, gli consente di apprendere, ricordare e prendere decisioni funzionali indipendentemente dal cervello cranico. Il cuore inoltre, produce, ormoni e neurotrasmettitori (l’OSSITOCINA!) e c’è una comunicazione più ampia dal cuore al cervello che non dal cervello al cuore, esattamente come per l’intestino. Di fatto, il cuore produce il Campo Elettro-Magnetico (EMF) più forte del corpo, 50 volte più forte di quello prodotto dal cervello. Questo EMF può essere misurato da due o tre metri di distanza dal corpo mediante specifici strumenti (come il dispositivo superconduttore di interferenza quantica o “superconductive quantum interference device” – SQUID). Il primo libro scritto dai dottori Armour e Ardell, intitolato appunto neurocardiologia, fu pubblicato per la prima volta nel 1994, ma le primissime investigazioni nel campo delle interazioni Cuore-Cervello furono condotte negli anni ’70 e ’80 dai fisiologi John e Beatrice Lacey, che furono i primi a postulare il ruolo causale del sistema cardiovascolare nella modulazione delle performances percettive e cognitive (…)

Il cuore perciò, è la centrale primaria del corpo, produce un campo magnetico e forti correnti elettriche che caricano, stimolano, attivano e infine trasformano le energie del corpo.
Il sangue è composto da una parte corpuscolare (i globuli rossi, i globuli bianchi, le piastrine, ecc.) e da una parte fluida chiamata plasma, che contiene principalmente acqua, che è un buon conduttore elettrico.
Questo significa che, questa corrente elettrica è emanata dal cuore, attraverso il sangue, in direzione di ogni singola cellula. Ogni cellula, ogni tessuto e ogni organo è energeticamente stimolato dal Cuore! (Cit. Marco Rado)

Questo Campo Elettromagnetico non è solo un campo energetico, è specialmente e soprattutto un campo di informazioni.

Questo campo controlla tutte le funzioni corporee, dice ad ogni singola cella cosa fare, coordina ogni attività e funzione, vibrando.

Il cuore è veramente l’imperatore del nostro corpo, l’energetica tradizionale cinese lo sa dalla notte dei tempi.
E nel cuore risiedono l’intuizione e la coscienza (lo shen secondo l’ETC) che forse è quella che consente che si attui la famosa risonanza… e gli studi in corso, tendono in questa direzione.

Ciò che c’è di interessante nella Neurocardiologia è che i principali tipi di neuroni trovati nel sistema nervoso intrinseco del Cuore hanno neuriti sensibili e questo dimostra fermamente che il cuore è un organo di senso e un centro di decodifica e di data processing.

Il cuore è un organo “reale” che abilita l’integrazione tra corpo e spirito, crea le connessioni tra il centro e la periferia, porta alla coscienza non solo le nostre emozioni e sentimenti, ma anche le nostre percezioni esterocettive, interocettive e propriocettive. Possiamo facilmente affermare che il cuore è anche il luogo del nostro sesto senso. (…)
Possiamo anche dire che il cuore produce un campo energetico che influenza (insieme al cervello intestinale/emozionale) il cervello cranico e le sue onde cerebrali, un campo che informa e coordina tutti gli organi e i tessuti del corpo, che immagazzina tutte le nostre memorie conscie e inconscie, che interagisce con i campi energetici del nostro ambiente e quello delle altre persone. La scienza moderna sta solo riscoprendo ciò che le antiche tradizioni hanno sostenuto per migliaia di anni.

Senza la risonanza tutto questo non potrebbe accadere e al contempo il cuore è strumento di risonanza stessa.

Alla fine, mi piace pensare, alla luce di queste riflessioni, che non solo siamo cuori pulsanti, ma che siamo meravigliose antenne che vibrano dai piedi alla testa, e che la scienza non riuscirà a privarci della poesia che da secoli ci porta a vedere nel cuore la sede dell’avvicinamento di tutti gli esseri, il motore primario della risonanza che vibra all’unisono al ritmo dell’universo!

Grazie …

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Fonti:
Immagini da web appartengono ai legittimi proprietari

Rupert Sheldrake – La mente estesa – Milano, 2006 –  Urrà Apogeo Srl –  

http://www.sheldrake.org/Articles&Papers/papers/morphic/morphic_intro.html

LA RELAZIONE CUORE-MENTE, articolo di Marco Rado
Curriculum Prof. Emilio Del Giudice tratto da: www.foiaccademia.org
Nato a Napoli 1 Gennaio 1940. Laureato in Fisica all’Università di Napoli il 14/12/1961 con 110/110 e lode. Specializzato in Fisica Teorica e Nucleare presso l’Università di Napoli nel Luglio 1965 con 70/70 e lode. Borsista INFN nel 1961‑62. Borsista MIP nel 1962‑61 e 1963‑64. Ricercatore INFN dal 1/6/1964 al 27/10/1970. Professore incaricato presso l’università di Napoli di: Teoria delle Forze Nucleari nel 1966/67; Fisica delle Particelle Elementari nel 1967‑68; Fisica per Geologi nel 1970-71, 1971-72, 1972-73, 1973‑74. Assistente Ordinario di Fisica Teorica presso l’Università di Napoli dal 1-12-1973 al 31-10-1976. Vicepresidente della Fondazione Omeopatica Italiana dalla sua costituzione (marzo 1980). Il suo ruolo è quello di coordinatore e responsabile della ricerca scientifica. Docente della F.O.I. nella disciplina “Biofisica e le basi scientifiche dell’Omeopatia” dall’ottobre 1980. Ricercatore INFN presso la Sezione di Milano dal 2‑11‑1976 ad oggi. Visiting Scientist al MIT di Cambridge, Mass. (USA) – Center for Theoretical Physics dal 7-1-1969 al 31-5-1972. Visiting Scientist al Nieis Bohr Institute di Copenhagen dal 1-9-1974 al 31-10-1976.
Interessi di ricerca: Fisica delle particelle elementari (fino al 1976), Fisica della materia condensata, Fisica dei sistemi biologici

2 pensieri riguardo “Risonanza e cuore

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