Idroterapia: “attraverso quali stimoli agisce l’acqua”? (Idroterapia – terza parte)


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(parte terza)


Senza l’acqua non c’è vita.

L’acqua può agire attraverso stimoli termici, meccanici, per reazione e per riflesso. I trattamenti di idroterapia di solito, mettono in atto più d’uno di questi stimoli, in dosaggio calcolato e preciso secondo le esigenze individuali.

 

L’idroterapia per osmosi

Sono considerevoli gli effetti dell’idroterapia per osmosi, che sfrutta cioè la capacità dei liquidi di filtrare attraverso pareti porose.
L’aggiunta di erbe medicinali, minerali, oli essenziali o altre sostanze medicamentose, ai vari trattamenti sotto elencati, aumenta in misura notevole gli effetti delle stesse stimolazioni.

Lo stimolo termico

L’acqua neutra, cioè vicina alla temperatura del corpo umano, fra 35 e 37 gradi centigradi, ha uno stimolo quasi nullo. Più è grande il divario di temperatura fra acqua e corpo umano, più è forte la reazione che si produce. Evidentemente i trattamenti partono sempre dagli stimoli più delicati. Successivamente si passa a temperature più elevate o più basse di quelle del nostro corpo.

Lo stimolo per reazione

L’applicazione calda aumenta la temperatura del corpo: questo può stimolare certi processi di guarigione.
Una maggiore quantità di sangue passa dagli organi interni alla periferia, aumenta il flusso del sangue in circolo, cosa che influisce favorevolmente sul cuore, sui polmoni, sul fegato, sui reni, sul sistema parasimpatico. Il caldo umido ha inoltre una particolare azione in profondità, scioglie gli spasmi e lenisce il dolore. Ma mentre l’applicazione calda mentre è breve ha un effetto stimolante, quando è lunga stanca e indebolisce, ha un’azione “passiva”. Per questo in idroterapia l’acqua calda è chiamata “acqua morta”.
Dato che il caldo apre i pori della pelle, per evitare una dispersione termica e un raffreddamento del corpo dopo una terapia calda, si deve fare una lieve applicazione fredda per indurre i pori e i capillari a restringersi e a trattenere il caldo nel corpo. L’acqua fredda invece è chiamata “viva” perchè provoca una reazione “attiva” dell’organismo, che al freddo risponde immediatamente con un afflusso maggiore di sangue e di calore. Il contatto con l’acqua fredda stimola tutte le reazioni interne, non ultima la respirazione. Nulla in contrario, dunque, a sbuffare o gridare sotto una doccia fredda!

  • i capillari superficiali si restringono con un’applicazione di freddo sulla pelle: questo a volte ci dà il senso di freddo “pungente” al primo impatto.
  • subito dopo avviene la seconda reazione: i vasi si dilatano, aumenta la circolazione, la pelle diventa rosata o leggermente arrossata, subentra un senso di caldo. La reazione del corpo è infatti quella di spedire sangue fresco e caldo nella zona, riscaldandola con effetto più duraturo.
    Priessnitz diceva: “non è il freddo che guarisce, bensì il calore che viene attivato dal corpo al contatto con l’acqua fredda”.

Come abbiamo visto, lo stimolo termico può essere passivo e in questo caso viene limitato di solito a una sola zona da trattare, oppure attivo, e in tal caso diventa uno stimolo di reazione, quando attiva appunto la reazione del corpo. Questa reazione non si limita alla pelle ma si estende, per azione diretta o per riflesso, ai vasi sanguigni, ai nervi, al sistema simpatico, al metabolismo, agli organi digestivi.
Dato che quasi ogni malattia compromette almeno uno di questi sistemi, si può dire che quasi ogni malattia possa essere influenzata in modo benefico dall’idroterapia.
L’acqua fredda stimola i centri nervosi quindi aumenta anche l’efficienza psichica. Per esempio, la stanchezza intellettuale dopo una lunga lettura, sparisce con una doccia fredda facciale; ugualmente scompare la stanchezza fisica dopo una lunga camminata, con una doccia fredda alle gambe perchè, veniamo rinfrescati dall’aumentata circolazione che, inoltre, rinforza i vasi sanguigni e linfatici.
Il tono dei vasi sanguigni migliora con regolari applicazioni fredde. Questo giova spesso nel caso di capillari deboli (per esempio, vene varicose). L’acqua fredda tonifica e quindi rinforza anche il muscolo cardiaco specialmente se le applicazioni vengono effettuate al braccio sinistro e al torace.
Durante le malattie infettive si previene il calo eccessivo di pressione tonificando i vasi sanguigni con applicazioni fredde, in genere spugnature parziali, che possono ridurre anche la febbre.
Le terapie con acqua fredda aumentano l’ossigenazione in tutto il corpo e stimolano il ricambio: le sostanze che ci intossicano e ci fanno ammalare possono quindi così essere eliminate dal corpo.

Lo stimolo meccanico

Può essere dato dall’acqua che scorre lungo tutto il corpo, o su una sua parte, provocando un’alternanza di tensione e di rilassamento tonico; oppure dall’acqua in movimento o addirittura applicata esercitando una pressione.
Anche la stessa pressione idrostatica del liquido, durante l’immersione nell’acqua, diminuisce sia le tensioni del corpo rispetto alla forza di gravità, sia la stimolazione dei centri nervosi e degli organi maggiori.

Lo stimolo per riflesso

Le zone di riflesso sono aree di corrispondenza (o terminali nervosi) degli organi del nostro corpo sui quali si può influire attraverso il massaggio e/o la pressione delle dita e naturalmente l’idroterapia. Le zone di riflesso si trovano soprattutto nei piedi e nelle mani ma anche in altre parti del corpo, per questo motivo, applicazioni anche parziali hanno effetti su tutto il corpo; per esempio, un bagno ai piedi o alle braccia ipertermico (a temperatura crescente) facilmente indurrà tutto il corpo a sudare. Il trattamento fatto a una gamba sana influirà positivamente anche sull’altra se non può essere bagnata perchè malata o ferita.

 

(FINE TERZA PARTE)

SaraMaite

(© Max Pier 2016)


Liberamente tratto da “Idroterapia” di Gudrun Dalla Via, edizioni Red, Milano, 2005

Immagine da web

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