Paracelso e l’alchimia della Natura


“L’uomo è la sintesi evolutiva dei tre regni della natura: minerale, vegetale ed animale; ad essi deve ricorrere per ritrovare l’equilibrio perduto e l’armonia della vita … per riconquistare la salute.”
Paracelso (medico e alchimista del ‘500)


 

L’uso del mondo vegetale per la cura della salute e del benessere si perde nella notte dei tempi.

Sappiamo che già 4.000 anni fa, sia in Cina che in Egitto, era noto l’uso del papavero come analgesico.
Oggi, dalla stessa pianta estraiamo la morfina.
Ippocrate nel 300 a.C. scrisse un trattato di rimedi vegetali, siamo ancora lontani dalla fitoterapia, ma se ne ravvisa la cornice.
La ricerca empirica sulle proprietà terapeutiche delle piante proseguì fino al 1.500 d.C.
Più precisamente fino agli studi di colui che possiamo considerare il padre degli oli essenziali ed in generale di tutta la fitoterapia: Teofrasto Bombast von Hohenheim, detto Paracelso.

Phyto

Paracelso visse a cavallo del ‘500, originario di Villach in Carinzia, studiò medicina in Italia, precisamente a Ferrara, ed elaborò alcune teorie rivoluzionarie per l’epoca (in realtà, per ragioni diverse, sono sconcertanti anche oggi). In tali teorie si fonda la nostra concezione di prevenzione, di salute e di benessere.

Innanzitutto Paracelso rimase affascinato dalla visione olistica secondo cui l’uomo è un’unità non sezionabile, un vero e proprio microcosmo in cui si proietta la totalità dell’universo, il macrocosmo. E’ probabile che tale visione maturò durante alcuni viaggi in oriente di cui si ha notizia. Paracelso intuì l’esistenza di un’energia vitale e la chiamò “Arcanum”, poiché tale energia è invisibile e percepibile solo attraverso le sue manifestazioni.

In particolare, Paracelso elaborò la teoria della “segnatura”: la ricerca della “quintessenza”, l’elemento chimico essenziale. Secondo questa teoria l’energia della natura ha plasmato la forma dei vegetali fornendoci un’indicazione sulle proprietà terapeutiche di una pianta.
Egli sosteneva che tra il mondo animale ed il mondo vegetale esistessero importanti similitudini e complementarietà: sia gli animali che i vegetali assimilano i principi nutritivi e li trasformano in energia.
Entrambi veniamo colpiti dalle malattie e siamo soggetti ad un ciclo vitale. Inoltre, non dimentichiamolo, sia il mondo animale che il mondo vegetale sono nati per effetto di due elementi: l’acqua e l’energia solare.
Secondo Paracelso, i vegetali contengono un’informazione energetica che può essere concentrata in un’essenza e quindi trasmessa all’uomo aiutandolo a riequilibrare un organismo alterato nella propria energia vitale.

SaraMaite

(© Max Pier 2015)

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